Il libro

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Corriere del Veneto di Mercoledì 2 gennaio 2008

Fortaleza, Brasile. Dove la vita di un uomo può valere meno di una macchina fotografica, di un computer. Un giovane trentunenne italiano, Andrea Pescia, viene ucciso da un pregiudicato plurio­micida, poco più che adolescente.

Padova, Italia. Una confusa telefo­nata notturna getta nell'angoscia una fa­miglia. La successiva conferma dell'as­sassinio dell'unico figlio di Bruno e Da­niela segna l'inizio di un atroce dramma in cui il padre del ragazzo, nell'assoluta assenza delle istituzioni consolari e dello stesso Ministero degli Esteri, è costret­to a trasformarsi in detective fai da te. Per capire cosa è successo, per poter riportare in Italia il corpo di Andrea, per chiedere aiuto e giustizia.

Un diario straziante, che scandisce la dolorosa, progressiva scoperta del surreale livello della burocrazia giudizia­ria brasiliana. La denuncia della solitudi­ne di un cittadino italiano che, nella tra­gedia, ha creduto, ingenuamente, che lo Stato dovesse aiutarlo.

L'angoscia del racconto è mitigata dalla vicenda del piccolo Andrè junior cui, ora, fanno da genitori i nonni italiani.

Il libro, senza alcuna pubblicità, ma solo con il passaparola ha venduto oltre 30.000 copie (dati aggiornati a gennaio 2013) e dato la spinta alla nascita della Escola Andrea Pescia di Fortaleza.

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