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Avvenire di Mercoledì 30 gennaio 2013

Qui Veneto

«Per i bambini di Fortaleza abbiamo girato un film»

DA PADOVA

Andrea aveva un amico, un ragazzo molto giovane conosciuto a Fortaleza, in Brasile, dove viveva ormai da otto anni. Per meglio dire: Andrea era convinto di avere un amico che, invece, era un ladro e un assassino. Per mano sua - di quello che trattava come un fratello - Andrea è morto, ucciso con un proiettile nella schiena. Era il 2006 e a Bruno Pescia, il papà di Andrea, ci sono voluti anni e molti soldi prevedere l'assassino in prigione, condannato a sedici anni di carcere. La memoria di quel figlio adorato, Bruno ha voluto onorarla aiutando - proprio lì dove Andrea aveva deciso di abitare - i bambini più poveri e trascurati, perché possano crescere consapevoli del valore della vita. La propria e quella altrui. "La nostra è l'unica scuola nella favela di Fortaleza. All'inizio i bambini che riuscivamo a seguire erano cinquanta, poi sono raddoppiati adesso sono addirittura il triplo" racconta. Ogni giorno 150 piccolini arrivano alla scuola “Andrea Pescia” dove è loro assicurata un'istruzione adeguata, ma anche il calore umano che non sempre scalda le baracche dove vivono nel degrado più totale. "A ciascuno vengono anche garantiti i pasti caldi e l'igiene quotidiana. Solo a sera tornano a casa. Per tutto ciò la nostra associazione spende circa 45mila euro l'anno. Le maestre, i materiali e il cibo vanno pagati", spiega Pescia. Ci pensano i volontari a raccogliere i fondi, con uno zoccolo duro nel Veneto, soprattutto a Padova, nel Lazio e nelle province lombarde di Basiano e Masate. Ma la crisi - e la contrazione delle donazioni - non ha lasciato indenne neppure l'Associazione di Pescia: "I fondi del 5xmille sono stati abbattuti del 30 per cento e arrivano con grande ritardo". "Bisognava trovare un'alternativa". "Dal libro che ho scritto sulla vicenda di mio figlio, è stato tratto un film". Per mandare in sala "Urla nel silenzio - Il caso Pescia" ci sono voluti due anni di fatica ma ieri sera il film è stato visto in anteprima, a Padova, da 1.200 persone. «Un progetto difficile, duro, realizzato grazie all'aiuto di tanta gente a costo zero», racconta Bruno. Le uniche spese sostenute sono state quelle per i macchinari e per la sala di proiezione. «Con l'incasso dei biglietti per l'anteprima sono state già coperte. Il resto, tutto quello che verrà da ora in avanti, è per i nostri bambini di Fortaleza».

 

Nicoletta Martineffi

 

Quella intitolata ad Andrea Pescia non è solo una scuola: «Pasti caldi, igiene e amore»

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